I Ruderi dei Padri

A Oliena , da sempre terra di olivi, di vite e miele, come dice Gabriele D’Annunzio, i frati Minimi di San Francesco da Paola che sin dal 1525 costruirono la chiesa omonima (tuttora esistente ed in buono stato di conservazione), diedero un grande impulso alla viticoltura, comunque già  sviluppata.

Infatti in una lettera con la quale il frate Priore di Oliena, chiede l’autorizzazione ed i finanziamenti al capo dell’ordine dei Frati Minimi della Sardegna, a Cagliari, per « impiantare un grande vigneto con stabilimento di vinificazione annesso» , si dice che  « A Oliena esistono più famiglie, che nelle loro case, posseggono financo dieci giorre (1) , colme di buon vino rosso » .

Questo a giustificare l’impianto del vigneto e la costruzione della cantina; inoltre ad evidenziare la particolare predisposizione del territorio alla viticoltura che, come si rileva dalla lettera, era già  fiorente.

Di questo stabilimento di vinificazione le imponenti rovine, SOS RUDERES DE SOS PRADES (di cui vi mostriamo qualche immagine qui), sono ancora riconoscibili nella zona di IRILAI, alla periferia del paese, a due passi dalla strada per Su Gologone. In seguito i Gesuiti, giunti nel 1665, soppiantarono i Francescani e diedero ulteriore sviluppo alla viticoltura olianese (2) .

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(1): Giare in terracotta; una giorra conteneva circa 200 litri.
(2): Contrariamente, perciò, a quanto affermato da alcuni, i più di diecimila ceppi di vite della vigna di Irilai non furono impiantati dai Gesuiti, ma dai Frati Minimi, più  di un secolo prima.

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